licenza di pesca

La licenza di pesca nei laghi come funziona nel dettaglio

Pescare può essere sia uno sport che un hobby. Si tratta di stare all’aria aperta e sapere anche convivere per un periodo che va da un’ora a tutta la giornata, immersi in un ambiente naturale incontaminato e silenzioso. Spesso è possibile pescare anche all’interno di centri specifici e zone di parco, laddove sia permesso dalla normativa del posto. Ora vediamo di cosa si ha bisogno, quando si desidera andare a pescare.

I tipi di licenza

Per andare a pescare occorre la licenza di pesca, altrimenti si rischiano multe salate. La licenza di pesca si divide in due tipologie. Si ha la licenza A che è riservata ai professionisti e la licenza B che invece è per i dilettanti. La licenza A è un tesserino che viene rilasciato dalla Regione, a chi ha superato l’esame di idoneità all’esercizio della pesca professionale, al termine di un corso organizzato dall’Ente territoriale stesso.

La licenza A dura dieci anni e comporta il pagamento di una tassa annuale che ammonta a 40euro o poco di più. La tassa deve essere versata indicando i dati anagrafici propri, il codice fiscale e la causale. Se la tassa non risulta pagata, il pescatore titolare della licenza ha il divieto di pescare. La licenza B invece prevede il pagamento di una tassa annuale a concessione regionale che dura soltanto un anno.

La licenza B è gratuita per coloro che non hanno compiuto 18 anni e per gli over 65, oltre che per i portatori di handicap che esercitano la pesca solo con la canna.

Pescare in acque interne

Le acque interne sono quelle che si trovano sulla terraferma, quindi le falde acquifere, i laghi e i fiumi. Per quanto riguarda la pesca in mare non si ha la necessità di una licenza, invece per quanto riguarda la pesca nei laghi sì. La questione della licenza di pesca nei laghi non è semplice da dipanare, per il fatto che ogni regione ha una specifica normativa a riguardo.

Ciò è necessario per dover tutelare il proprio territorio, considerato nelle singole specificità. Soprattutto lo scopo è quello di salvaguardare gli habitat naturali e il loro equilibrio tra flora e fauna. Addirittura, all’interno della stessa regione è possibile trovare limiti differenti da un lago all’altro. Tali limiti vanno a determinare: il periodo in cui si può pescare, quali specie si possono pescare, le dimensioni massime dei pesci che si possono pescare. A volte anche gli orari entro i quali è possibile gettare l’amo e il numero di ami artificiali o naturali da poter utilizzare.